Testimonianze

Per un anziano qual sono, il volontariato al doposcuola per bambini delle elementari è una esperienza speciale e la dimostrazione che non si smette mai di imparare; tanto più per me a ViVi Voltri, un progetto di edilizia sociale di alta qualità abitativa e urbana che da Presidente di Dar Casa ho contribuito a rendere possibile con particolare convinzione. La maggior parte degli scolari sono di famiglie straniere, soprattutto nordafricane, ed hanno un grande bisogno di essere aiutati a superare il problema della lingua (spesso in famiglia si parla arabo) e dell’accompagnamento alle abitudini e alla cultura italiana. Ma la soddisfazione è grande quando si possono verificare i progressi fatti nel corso degli anni, spesso in collaborazione con le famiglie e a volte con la scuola, anche se in qualche caso non si può non avvertire la insufficienza di quanto è possibile fare in due ore la settimana soprattutto nei casi più difficili. Infine, da operatore nel campo della casa sociale, non posso non sottolineare  che questa attività conferma l’assunto, sempre ripetuto da Dar Casa, che “abitare significa molto di più di un tetto a prezzi sostenibili: è anche un luogo di relazioni dove migliorare la qualità della vita personale e sociale”.

Sono volontaria di Dar da molti anni e in particolare seguo i ragazzi delle medie inferiori x il doposcuola in via Voltri. Questa esperienza è per me gratificante … Perché mi permette di mettere a frutto la mia esperienza di insegnante cercando di sostenere i ragazzi in aree di difficoltà, a volte nn solo in area di apprendimento ma personale. Vederli crescere è un piacere e condividere con loro i passaggi che fanno.

Aver partecipato al doposcuola di Carbonia, per me, ha significato prima di tutto un’esperienza nuova.

In generale, non avevo mai sperimentato questo tipo di rapporto con il vicinato e, quindi, nemmeno da questo punto di vista.

È stata un’esperienza completamente positiva e stimolante oltre che, spero e credo, utile per ragazzi/e e bambini/e.

Così come altre “situazioni” che ho vissuto a Carbonia, anche il doposcuola ha rappresentato un’ulteriore occasione di creazione e approfondimento dei legami tra me, i ragazzi e i miei coetanei con cui ho condiviso l’esperienza.

Credo che il doposcuola sia un’attività molto importante che – ove possibile – andrebbe mantenuta e implementata, anche perché permette alle famiglie di trovare un appoggio per le proprie esigenze familiari all’interno del contesto abitativo stesso, sapendo di poter fare affidamento sui giovani che abitano nello stesso condominio.

Per me stare a vivere in Carbonia è stata la prima esperienza di vita da solo ed è stato grande, è stato qualcosa di coinvolgente, qualcosa di nuovo. In una Milano come oggi, recuperare un ideale di comunità, quindi viversi in quel caso specifico il caseggiato dove i veri protagonisti erano i gruppi di bambini e bambine.

Ecco, per me il senso di fare il doposcuola non era mantenere l’impegno che firmiamo al momento dell’ingresso, bensì stare accanto alle persone del luogo in cui vivi, proponendoci noi giovani come delle risorse, nei limiti delle corse delle nostre vite milanesi di questi ultimi anni. Stare lì, sedersi, sperimentare un tempo lento…che diventava in un attimo anche un tempo molto rumoroso perché chi finiva di fare i compiti poteva restare lì nello spazio; c’era quindi anche un allenamento al rispetto di chi ancora doveva finire i compiti.

Quindi niente, io a Carbonia ci lascio un pezzo di cuore, ci lascio delle persone che sono molto contento di aver conosciuto

I bambini sono stati il valore aggiunto di questa esperienza. Io mi ricordo dei periodi, soprattutto l’autunno dell’anno scorso, in cui qui c’erano tantissimi bambini e avendo fatto l’attività del doposcuola io li conoscevo quasi tutti per nome, loro conoscevano me. La cosa bella era arrivare da fuori al cancello e loro correvano ad aprirti, a schiacciare il pulsante perché ti riconoscevano, riconoscevano in te un’adulta sicura, sapevano di essere in una comunità. 

Io ho stretto amicizia con tante famiglie, mi chiedo spesso che cosa staranno facendo i bambini, le madri, a volte sono anche preoccupata per loro perché non è facile a Milano… Tante erano mamme single, qui avevano un luogo sicuro dove, anche se andavano a lavorare, erano protetti i bambini…spero che lo siano anche ora